Le Sette provincie Unite del Nord dei Paesi Bassi decisero di rendersi indipendenti dalla Corona Spagnola e emisero 22 Luglio 1581 l’ Atto di Abiura con la quale si dichiararono Stato indipendente da Filippo II di Spagna.
Alcune conseguenze furono inaspettate a questa presa di posizione che rendeva indipendenti le Provincie protestanti. La guerra contro la Spagna, divenne anche causa di attrito con la Francia a causa del sostegno che Guglielmo I d’ Orange aveva dato agli Ugonotti francesi e la unità di azione in mare fra le navi olandesi e inglesi. Il 18 Marzo 1582 mentre Guglielmo I era in pubblico ad Anversa con la propria moglie Carlotta e la di lui sorella Maria fu aggredito da Juan de Jauregui, emissario del Duca di Angiò Francesco Ercole di Valois (1554-1584), che tentò di assassinarlo. L’ intervento della moglie, della sorella di lui e delle guardie personali salvarono Guglielmo dalle sue mani che, però, ne uscì ferito. Il Duca di Angiò , il quale aspirava ad diventare il re dei Paesi Bassi, non si fermò. Forte dell’ aiuto dato all’ esercito protestante assediò e conquistò Anversa con le sue truppe francesi, nonostante che l’ esercito di Guglielmo lo avesse decimato. La sua morte sopraggiunta nel 1584 fece cessare le pretese francesi sulla regione.
La storia si svolse attraverso diverse vicende. Margherita d’ Austria104 dal 1559 al 1568 fu nominata dal fratello Filippo II di Spagna governatrice dei paesi Bassi. La sua politica fu quella di conciliare le due fazioni quella cattolica e protestante nel seno dei Paesi Bassi, facendo in modo che l’ unità del regno fosse ottenuta con concessioni ai Protestanti. Alla corte di Filippo II incominciarono le opposizioni specialmente da parte dei membri dalla inquisizione spagnola che la condussero a presentare le dimissioni, quasi causate dalla presenza del Duca d’ alba che esercitò una intolleranza totale contro i Protestanti. Allo allontanamento del Duca d’ Alba, resosi responsabile di grandi atrocità nei Paesi Bassi e nella stessa parte cattolica, che si basava sulla necessità di eliminare i Protestanti presenti nelle città a maggioranza cattolica, seguì la nomina di Don Giovanni d’ Austria a Governatore nel 1576. Nel frattempo per gli Olandesi si venne delineare un teatro di guerra quanto mai difficile. Da una parte c’era l’ Inghilterra con la sua flotta che si schierò a loro sostegno, dall’ altra la Spagna che rivendicava il suo diritto legittimo a possedere i Paesi Bassi. Dalla parte degli Spagnoli si schierarono diverse volte sia l’ Impero per ragioni di famiglia e di ragion di stato e accanto le varie forze cattoliche dei Principi che sostenevano il Papa contro i Protestanti. La Francia, da parte sua, aveva un andamento non rettilineo per il fatto che manteneva, nella lunga guerra, un comportamento politco diretto a non farsi accerchiare dall’ Impero. Questo atteggiamento opportunista e non duraturo era diretto a distruggere le alleanze che la Francia aveva costruito con i Paesi Bassi e i loro Statolder.
Nel 1578 le truppe spagnole, sotto il comando del Duca di Parma Alessandro Farnese 105 (1545-1592) , sconfissero l’ esercito dei Paesi Bassi a Gembloux. Nel 1579 con la Unione di Arras, il Duca Alessandro Farnese, diventato Governatore dei Paesi Bassi (1581), riuscì a ricuperare il sud dei Paesi Bassi al Re di Spagna. Poiché i Paesi Bassi protestanti in concomitanza si erano costituiti nella Repubblica delle sette provincie unite (1579) e non avevano più riconosciuto la signoria del re di Spagna. Per completare i risultati raggiunti, concepì il progetto di far assassinare Guglielmo I d’ Orange. Aveva infatti conosciuto Balthasar Gérard, un cattolico francese integralista, il quale considerava Guglielmo il peggiore nemico della cristianità. Gli promise del denaro in caso di successo e lo invitò a trovare Guglielmo e ucciderlo. Nel 1584 a Delft, nella sua casa privata, Guglielmo I fu colpito da alcuni colpi di pistola sparati da Balthasar, che lo uccise.
Al padre Guglielmo I successe Maurizio di Nassau (1567-1625) che a solo 16 anni fu nominato a ricoprire le cariche ricoperte dal padre: Statolder generale (1584), Capitano generale dell’ esercito delle Provincie Unite (1587). nelle sue imprese belliche si avvalse anche della opera e del sostegno politico del cugino Conte Guglielmo Luigi di Nassau-Dillenburg. L’ opera militare fu di rinnovare in modo innovativo sia l’ esercito sia la marina. Nell’ esercito introdusse le compagnie di fucilieri che avvalendosi di nuovi archibugi molto più leggeri di quelli tradizionali potevano produrre un fuoco di fila sistematico. Maurizio decise che le Compagnie di Fucilieri, liberati dalla miccia sempre accesa 106 potevano schierarsi in file parallele fra di loro e contemporaneamente sparare sul nemico. Dopo di questo si dovevano ritirare velocemente dietro l’ ultima fila e ricaricare. 107
Una compagnia di 10 o 12 file di fucilieri rendeva la successione delle scariche delle armi da fuoco continua e praticamente era letale per una compagnia di fanti nemici che avanzava con le armi bianche. Una seconda innovazione fu quella di dotare le varie compagnie di cannoni di nuova lega che permettevano lo sparo con una potenza molto più alta di quelle che erano in uso nel vari eserciti. Infatti le Provincie Unite avevano incominciato a produrre armi attraverso le loro siderurgie nei pressi di Amsterdam in cui avevano un arsenale militare attrezzato in bacini per armare le navi. I cannoni più piccoli erano trasportabili su affusti con cavalli e potevano essere usati per aprire dei varchi nelle mura delle città e renderle, così, attaccabili da diverse parti. Le navi a vela, di quel periodo, furono oggetto di innovazioni scientifiche. Le navi per navigazione oceanica, necessarie per circumnavigare il globo erano denominate vascelli. In quel periodo erano praticamente tutte uguali. Ma nella battaglia 1583 contro da l’ invincibile armada, la flotta spagnola di Filippo II che si era proposto di assalire dal mare l’ Inghilterra e di invaderla, si era scontrata con navi inglesi che erano riuscite a prevalere sui Galeoni spagnoli per la loro più facile manovrabilità. I costruttori di navi, inglesi e olandesi, avevano scoperto che i vascelli potevano essere divisi in classi e a ognuna di queste poteva essere dotata di un numero variabile di cannoni che ne facevano una vera macchina da guerra. Gli olandesi di Maurizio riuscirono ad andare oltre. Nella sistematica occupazione delle isole della Indonesia (in cui erano presenti solo con colonie sporadiche portoghesi che erano unite alla corona di Spagna) riuscirono a capire che il teack, legno durissimo che nasce in quelle isole, poteva essere usato per costruire la carena di una nave. L’ uso del teack permise di alleggerire il peso della nave rispetto a quello di una tradizionale fatta di acero o di quercia. Poi gli ingegneri navali di Amsterdam trovarono il modo di modellare la prua e la carena della nave permettendo in questo modo di aumentarne la velocità di scivolamento anche a pieno carico. Poco dopo riuscirono a fare navi con doppio scafo esterno e interno aumentandone la solidità. Il vascello olandese in questo modo e con una velatura appropriata, non solo su tre alberi ma anche su quattro, poteva tenere una velocità di 1 anche 2 nodi superiore a quelle delle altre navi di altri Stati e poteva competere alla pari con la cantieristica francese di quello stesso periodo.
Ultima innovazione fu la nascita e l’ affermarsi di una nuova tecnica di navigazione che gli stessi Olandesi portarono in mare la navigazione con traslazione laterale. Si trattava di associare alla tradizionale navigazione di sottovento o controvento una nuova tecnica che sfruttava il vento quando soffiava contro le murate e l’ uso di esso poteva determinare il rovesciamento della nave su un fianco. 108
Con le vele arabe triangolari, anche in un frangente del genere, associate alle vele quadrate, la nave avanzava in diagonale e non rimaneva in panne. Nel caso di inseguimento di una nave nemica, data la maggiore velocità e questa nuova possibilità la nave olandese di trovava in breve tempo a contato con il nemico. Con l’ uso dei cannoni di bordo poteva non solo affondare, ma immobilizzare la nave nemica distruggendone l’ alberatura. Questo fu il periodo della supremazia di questa flotta che era assai invidiata dagli Inglesi e dai Francesi. Con questi mezzi anche le navi mercantili olandesi divennero i carrettieri del mare di tutta Europa. Non c’ erano Principi e Re che non decidessero di affidare agli olandesi le merci da trasportare contribuendo così all’ aumento della ricchezza di quel nuovo Stato.
Maurizio di Nassau, usando tutto questo potenziale militare, raggiunse dei buoni risultati respingendo verso i territori che oggi costituiscono il Belgio le forze militari spagnole. Conquistò Breda (1590), Steenwijk (1592), Geertruidenberg (1593) e con la Battagia di Neoporto riuscì a sconfiggere le forze Spagnole comandare dal Duca Alberto d’ Austria marito di Isabella Clara Eugenia di Spagna figlia di Filippo II. Il colpo di grazia fu dato dalla conquista di Dunkerque Porto sull’ Atlantico sede di una numero folto di corsari che combattevano per la Spagna avvenuto nello stesso anno 1600.
In questo periodo di successi, Maurizio dovette subire un parziale arresto della sua politica diretta ad assicurare tutti i confini delle Provincie Unite con il sud dei Paesi Bassi in mano del Re di Spagna. Un suo collaboratore e Gran Pensionario Joahn van Oldenbarnewelt decise, contro il suo parere, di promuovere una tregua con la Spagna che fu accetta dagli Stati Generali della Repubblica e dalla Spagna. La tregua fu chiamata dei 12 anni e si estese dal 1609 al 1621. In questo periodo l’ Oldenbarnewelt, non soltanto non ridusse le spese militari della Confederazione, ma arrivò al punto di armare un esercito di 4.000 uomini alla dipendenze sue e della Provincia di Olanda, in contrasto a quelle che erano le regole fissate dagli Stati generali. A questo si aggiunga che Oldenbarnewelt era un sostenitore degli Arminiani che tendevano di scardinare completamente la fede Calvinista a favore di una maggiore adesione alla Sacra Scrittura. I teologi riformati del tempo considerarono questa propaganda come eretica e ritennero necessario combatte questa minoranza e il suo leader. Maurizio fu inviato ad Utrecht, dove riuscì ad entrare senza spargimenti di sangue, fece arrestare Oldenbarnewelt (1618) scongiurando una possibile guerra di religione e una eventuale scissione nella Repubblica. Nel 1619 dopo un lungo processo Oldenbarnewelt fu condannato a morte e giustiziato. Nel 1623 ci fu un seguito a questa vicenda i figli di Oldenbarnewelt: Stoveten e Groenvelt cercarono di assassinare Maurizio, ma il complotto non riuscì. Stoveten riparò nel sud al servizio degli Spagnoli, mentre Groenvelt fu giustiziato. Maurizio morì nel 1625 lasciando a suo fratello Federico Enico di Orange (1584-1647) il compito di continuare la sua opera per affermane la indipendenza della Repubblica delle sette provincie unite.
Federico Enrico di Orange era il più piccolo dei figli maschi di Guglielmo I d’ Orange. Nacque sei mesi prima della morte del padre. Alla morte di Maurizio, gli Stati Generali della repubblica gli conferirono la carica di Statolder generale e di Ammiraglio generale della Repubblica. Utilizzando le risorse dell’ esercito della Repubblica e le sue conoscenze scientifiche iniziò una campagna di conquista delle principali piazzeforti del sud in mano spagnola. Conquistò Grol (1627), S-Hertogenbosh (1629), Maastricht (1632), Breda (1637), Sas van Gent (1644), Hulst (1645). Gli Spagnoli sottoposti alle sconfitte subite della guerra dei Guerra dei Trenta anni anche se non erano in pieno accordo con l’ Imperatore Ferdinando III d’Asburgo (1608-1657) accettarono di addivenire alla Pace di Vestfalia (1648) che fa le tante cose decise stabilì il riconoscimento pieno della sovranità e della indipendenza per la Repubblica delle sette provincie unite. La conclusione delle trattative fu accellerata su richiesta di Federico Enrico di Orange che morì nel 1647, mentre il trattato fu firmato dai plenipotenziari e da suo figlio Guglielmo II d’ Orange (1626-1650) a Munster l’ anno successivo il 1648.
La Repubblica continuò ad esistere sino alla occupazione delle truppe francesi nel 1795 che la costituirono in Repubblica batava, come Stato nazionale unitario. Nel 1815 il Congresso di Vienna ricostituì lo stato unitario monarchico unificando sotto la stessa Monarchia Casa d’Orange-Nassau quello che è il Belgio attuale e i Paesi Bassi. Nel 1830 il Belgio decise di staccarsi dai Paesi Bassi e non volle più riconoscere il re. Con l’ ascesa al trono dei Paesi Bassi di Guglielmo II la cosa si ristabilì, mentre Leopoldo I di Sassonia-Coburgo-Gotha divenne re del Belgio. 109
La monarchia dei Paesi Bassi per evitare rivolgimenti che dal 1930, si stavano palesando, decise di concedere la Costituzione che trasformava il Regno dei Paesi bassi in una Monarchia costituzionale (1848). La Costituzione del 1954 non fa altro che perfezionare queste linee istituzionali.
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104. L’ Imperatore CarloV conobbe Giovanna Maria Van der Gheynst (1500-1541) fiamminga e figlia di un produttore di tappeti di Oudenaarde, dove era giunto nel Castello del suo Governatore per una riunione imperiale. Attirato dalla bellezza della ragazza ne fece la sua amante (1521). Nel 1522 nacque la loro figlia Margherita che pur essendo la figlia naturale dell’ Imperatore venne educata secondo le direttive della famiglia imperiale asburgica a Bruxelles sotto lo sguardo vigile della zia dell’ Imperatore Margherita e poi della sorella Maria. Nel 1529 con suo proprio atto l’ Imperatore Carlo V la riconobbe come sua figlia costituendola titolare di diversi feudi in Abruzzo, Campania e Basilicata (tutti in Italia). Nel 1536 andò in sposa ad Alessandro de Medici Granduca di Firenze (1510-1537) che fu assassinato da Lorenzino de Medici e da un suo sicario a Roma (1537). Nel 1538, per interessamento del Papa Paolo III Farnese ella sposò l’ erede del Ducato di Parma Ottavio Farnese da cui ebbe due gemelli: Carlo (morto prematuramente) e Alessandro nel 1545.
105. Alessandro è uno dei figli di Ottavio Farnese e Margherita d’ Austria. Dopo aver percorso la carriera militare sotto la protezione dello zio Filippo II di Spagna, essendo divenato uno
dei più importanti generali del periodo, fu inviato dallo stesso zio a governare i Paesi Bassi allora in guerra con la parte Protestante guidata da Guglielmo I d’ Orange.
106. L’ archibugere di allora doveva girare con la miccia a lunga combustione accesa appesa alla mano. Quando doveva far fuoco doveva mettere la parte accesa della miccia nell’ innesco dell’ achibugio e premere i grilletto. Questa azione faceva in modo che il cane spingesse la miccia nelle polveri pressate nella canna ed avveniva lo sparo.Le micce accese erano un lumino di individuazione durante la notte perché l’ archibugere poteva essere individuato senza che il nemico fosse visto. La luce delle micce si trasformava così in un indicatore di bersaglio. Molte
volte l’ artiglieria nemica li faceva oggetto di bordate devastanti. Con l’ uso della pietra focaia questo problema fu risolto e lo sparo era istantaneo.
107. Le armi a polvere da sparo del periodo erano tutte ad avancarica e dopo la
ricarica a polvere con uno stantuffo venivano pressate con un pezzo di stoppa in modo da fare il pieno e poi caricate con la palla di piombo e pressate nuovamente. L’ operazione rendeva l’
arma potente e la palla invisibile all’ occhio poteva percorrere una discreta distanza che frecce e lance non potevano raggiungere.
108. Su queste tecniche si veda: tecniche di navigazione del xvii secolo.
109. Il tutto fu codificato con il Trattato di Londra del 1839.