Ultimi Sviluppi dell’Ecumenismo nel Biennio Cruciale 2024-2025

I. Introduzione: Il Contesto Ecumenico Globale e la Cerniera 2024-2025

Il Movimento ecumenico cristiano si trova, nel biennio 2024-2025, in una fase di estrema polarizzazione, caratterizzata da una parte da un intenso sforzo di convergenza sulle fondamenta dogmatiche storiche, e dall’altra da profonde fratture emerse su questioni geopolitiche e di morale pratica. Gli sforzi per l’unità si misurano sulla duplice scia del rinnovamento conciliare e delle sfide contemporanee.

1.1. Lo stato dell’arte del Movimento Ecumenico. Il fondamento teologico del moderno ecumenismo cattolico rimane saldamente ancorato al Concilio Vaticano II, in particolare al Decreto Unitatis Redintegratio (21 Novembre 1964) che non definisce l’ecumenismo semplicemente come un dialogo diplomatico, ma come un processo che richiede la “conversione del cuore” e la “riforma della Chiesa” stessa, affinché le azioni ecumeniche siano “pienamente e sinceramente cattoliche” pur tendendo alla pienezza voluta da Cristo. Questa visione trova eco nel commento di Papa Francesco, espresso nel giugno 2024 in occasione dell’incontro con la Federazione Luterana Mondiale. Citando il Vescovo ortodosso Zizioulas, Papa Francesco ha delineato l’attuale strategia ecumenica: l’unità totale, intesa come piena comunione, è un obiettivo escatologico che si realizzerà solo nel giorno del Giudizio Finale. Nel frattempo, la missione delle Chiese consiste nel “camminare insieme, pregare insieme e fare opere di carità insieme”. Questo approccio enfatizza l’ecumenismo pratico (la koinonia e la martyria), focalizzato sulla collaborazione e sulla testimonianza congiunta, in attesa del pieno superamento delle differenze dottrinali.

1.2. Sintesi delle macro-aree di sviluppo (Dottrina, Celebrazione, Crisi). Il biennio 2024-2025 è dominato dall’accelerazione degli sforzi teologici e istituzionali legati alla commemorazione del 1700° anniversario del Primo Concilio Ecumenico di Nicea (325 d.C.). Parallelamente, le istituzioni ecumeniche sono state messe alla prova dalla recrudescenza di gravi fratture. Si distinguono tre aree principali:
 * Convergenza Storica (Nicea): Il focus sul Credo Niceno-Costantinopolitano come “legame ecumenico”  ha stimolato la produzione di documenti dottrinali (CTI) e incontri ad alto livello (Papa e Patriarca a Nicea).  

* Progressi bilaterali. Si registrano passi avanti significativi sui punti storici di divisione, in particolare il superamento del Filioque tra Luterani e Ortodossi, e l’apertura del dialogo cattolico-ortodosso su temi fondamentali come l’Infallibilità
* Fratture contemporanee. Le tensioni geopolitiche (la dichiarazione di “Guerra Santa” da parte del Patriarcato di Mosca ) e le controversie etico-dottrinali (le reazioni inter-Chiesa a Fiducia Supplicans ) rappresentano sfide che minacciano la coesione istituzionale, in particolare all’interno del Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC).  La memoria della celebrazione del Concilio di Nicea (325-2025) è stata individuata quale catalizzatore centrale per le attività ecumeniche di tutte le principali confessioni cristiane, fungendo da promemoria del patrimonio di fede comune.

2.1. Il Significato Teologico e Storico del Concilio di Nicea.

Oggi Nicea si chiama İznik e si trova in Turchia, nella provincia di Bursa. Vicina al lago omonimo è poco distante da Istambul. Al Concilio ecumenico parteciparono più di 200 Padri conciliari che in maggioranza appartenevano alla Chiesa orientale, ma non macarono i rappresentanti del Papa e della Chiesa occidentale. Sotto la guida dell’ Imperatore Costantino I (il Grande), a distanza di tredici anni dall’ Editto di Milano, si propose di rendere più unita la Chiesa che si esteneva in tutto l’ Impero. Vennero prese alcune decisioni i cui effetti sono visibili ancora oggi. Venne redatto il Credo che fu denominato il Simbolo niceno, oggi recitato in tutte le chiese della Cristianità e da tutte le Confessioni cristiane. Venne esplicitata la dottrina dell’ Homousion ossia venne dichiarata la consunstanzialità del Padre e del Figlio, che nega che Gesù Cristo Dio sia stato creato da Padre, e che sia dopo il Padre. Venne poi ribadita la dottrina della incarnazione di Gesù Cristo e la sua nascita verginale da Maria, superando così le dottrine dell’ Arianesimo e altre dello Gnosticismo.  Furono dichiarate eretiche le dottrine di Melezio di Licopoli, fu stabilita la procedura e la modalità di battesimo degli eretici e furono prese decisioni su coloro che avevano rinnegato il cristianesimo sotto la persecuzione di Licinio (i Lapsi). Venero stabilite le regole dei Vescovi metropoliti e le autorità dei Vescovi di Roma e di Alessandria d’ Egitto. Per l’ unità il Concilio di Nicea rappresenta un momento fondativo: fu la prima volta in cui la Chiesa si riunì a livello universale («ecumenico»), stabilendo il consenso sul significato centrale della fede cristiana, in particolare l’ affermazione della fede nel Dio uno e trino. Il Credo Niceno-Costantinopolitano, che ne è scaturito, è descritto come un “legame ecumenico che ha il suo centro in Cristo” , essenziale per definire l’identità cristiana comune prima delle grandi divisioni. La commemorazione di questo evento è considerata un’opportunità unica per riflettere e celebrare la fede comune.

2.2. Eventi Istituzionali Maggiori: Vaticano, Patriarcato Ecumenico e CEC.

2.2.1. L’Incontro Simbolico a Nicea L’evento ecumenico più significativo del 2025 sarà, con molta probabilità, la visita di Papa Leone XIV a Nicea (oggi Iznik, Turchia) i nell’ Autunno 2025 (ottobre-novembre con il seguito di una visita in LIbano), sarà l’ occasione per un incontro con il Patriarca Ecumenico Bartolomeo e altri fratelli ortodossi delle rispettive Chiese della regione. Questo incontro nel luogo storico della definizione cristologica è un gesto di alta comunione tra la Chiesa Cattolica e il Patriarcato Ecumenico, ponendo l’attenzione sulla solidità della dottrina fondamentale condivisa, precedente la rottura del 1054.

2.2.2. La VI Conferenza Mondiale di Fede e Costituzione (CEC) Al centro delle attività del Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC) per il 2025 vi è l’ organizzazione della Sesta Conferenza Mondiale di Fede e Costituzione, un evento chiave nella storia del Movimento ecumenico (il primo si tenne a Losanna nel 1927). La conferenza si svolgerà in Egitto, presso l’antico Monastero di San Bishoy a Wadi El Natrun, dal 24 al 28 ottobre 2025, ospitata dalla Chiesa Copta Ortodossa. L’ospitalità della Chiesa Copta (una Chiesa Ortodossa Orientale, non calcedonese) evidenzia l’ampiezza del dialogo in atto in questo anniversario. Il tema della conferenza, lanciato in preparazione dell’anniversario niceno, è “Dove ora per l’unità visibile?” (Where now for visible unity?). Questo tema cruciale sarà affrontato attraverso le prospettive interconnesse di fede, missione e unità, riaffermando la visione del CEC secondo cui le chiese devono richiamarsi reciprocamente alla piena unità. Il direttore della Commissione Fede e Costituzione, Andrej Jeftić, ha sottolineato l’importanza dell’evento come una “pietra miliare significativa nel cammino verso l’unità della Chiesa,” in considerazione delle sfide globali come la disunione, l’ingiustizia, l’urgenza climatica e le guerre.

2.2.3. La Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani (SPUC) 2025. La Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani (SPUC), tenuta, come da tradizione dal 18 al 25 gennaio, ha fatto un ulteriore richiamo all’anniversario di Nicea. Il tema scelto è stato “Credi tu questo?” (Giovanni 11, 26), ispirato al dialogo tra Gesù e Marta. I materiali liturgici sono stati congiuntamente preparati dalla Commissione Fede e Costituzione del CEC e dal Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani (DPUC), con la stesura curata dalla Comunità Monastica di Bose, nel nord Italia. A livello locale in Italia, la SPUC 2025 ha visto celebrazioni congiunte significative, come l’incontro ecumenico nazionale a Napoli il 21 gennaio, con la partecipazione dei responsabili delle Chiese cristiane presenti nel paese, inclusa la moderatora della Tavola Valdese Avv. Alessandra Trotta (Pastora metodista). Celebrazioni locali si sono svolte anche a Torino, coordinate dalla Commissione interdiocesana per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso , e nelle Valli Valdesi, coinvolgendo Valdesi, Cattolici e Ortodossi Romeni. La tabella seguente riassume gli eventi maggiori legati all’anniversario di Nicea.

Tabella 1: Calendario Dettagliato degli Eventi Ecumenici Maggiori Legati a Nicea (2025)
EventoData (2025)Organizzatori PrincipaliObiettivo
Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani (SPUC)18-25 GennaioDPUC/CEC (preparazione Bose)Tema: “Credi tu questo?”. Rilevanza: celebrazione diffusa in Italia
Pubblicazione Documento CTI: Gesù Cristo, Figlio di Dio, SalvatoreAprile 2025Commissione Teologica Internazionale (CTI)Analisi dogmatica e attualizzazione del Credo Niceno 
Incontro Papa Leone XIV e il Patriarca Bartolomeo19 Maggio 2025
Chiesa Cattolica Romana, Patriarcato EcumenicoCommemorazione del Concilio I di Nicea in loco. L’ incontro era stato programmato da Papa Francesco, ma dopo la sua morte è stato ricordato per il suo ecumenismo dal Patriarca Bartolomeo in visita a Roma. Papa Leone e il Patriarca hanno ricordato il valore del Concilio di Nicea. 
Simposio Ecumenico Anniversario Nicea4-7 GiugnoVaticano (Sala Clementina)Riflessione teologica, inclusa preghiera di tradizione orientale
VI Conferenza Mondiale di Fede e Costituzione 24-28 OttobreCEC (ospitata dalla Chiesa Copta)Tema: “Dove ora per l’unità visibile?”. Rilancio della ricerca di unità dopo Nicea 

3. Analisi del Documento CTI (2025): Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore

Il contributo teologico centrale della Chiesa Cattolica alla commemorazione di Nicea è il documento della Commissione Teologica Internazionale (CTI), Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore – 1700° anniversario del Concilio Ecumenico di Nicea (325-2025), approvato nel dicembre 2024 e pubblicato nell’aprile 2025.

3.1. Obiettivi e Struttura del Documento CTI.Il testo della CTI è stato concepito per cogliere l’ attualità dogmatica del Credo di Nicea. L’obiettivo non è solo rievocare il significato storico del Concilio, ma anche evidenziare le risorse evangelizzatrici che il Simbolo di fede offre per il tempo presente. Il documento è descritto come un “atto di teologia dossologica,” focalizzato non su un approfondimento di ogni singolo tema del Credo, ma sulla messa in luce degli enunciati e delle verità che presentano maggiore rilevanza e fecondità per la Chiesa e per il mondo contemporaneo.

3.2. Approfondimento sull’attualità dogmatica del Simbolo Niceno
La riflessione si articola attorno all’affermazione della fede trinitaria, strutturando il Simbolo Niceno-Costantinopolitano in tre aree fondamentali :
* Dio Trino: Cogliere l’immensità delle tre Persone divine, sottolineando che «Dio è Amore».
* Cristo Salvatore: Cogliere l’immensità di Cristo Salvatore e del suo atto salvifico, attraverso la confessione dell’Incarnazione e dell’atto redentore del Figlio.
* Vocazione Umana: Cogliere l’immensità della salvezza offerta agli uomini e l’immensità della vocazione umana.
Un punto teologico cruciale del documento riguarda la fraternità umana. La CTI stabilisce che la rivelazione della filiazione del Figlio Unico, che scaturisce dal mistero stesso della Trinità, opera una sorta di inversione nel rapporto di analogia. Non è l’umanità a definire la Trinità, ma è la paternità e la filiazione trinitaria che illuminano e purificano la paternità, maternità, filiazione e, soprattutto, la fraternità umane, le quali sono culturalmente situate e segnate dal peccato.
Questa enfasi sulla fraternità, basata sulla teologia dossologica, assume un rilievo particolare nel contesto delle crisi attuali. Nel momento in cui parti della cristianità, come il Patriarcato di Mosca, usano concetti teologici per giustificare il conflitto come una “guerra santa” , il documento CTI, pubblicato in aprile 2025, fornisce un fondamento dottrinale di alto livello che contrasta intrinsecamente la teologizzazione del nazionalismo e della guerra. Il Simbolo Niceno, letto come fondamento ontologico della fraternità in Cristo, offre un modello di comunione come antidoto alle lacerazioni geopolitiche, riportando il dibattito alle verità fondamentali della fede.

3.3. L’Implicazione Ecumenica: La Pasqua e l’Unità Visibile
Il documento CTI non si limita alla riflessione dogmatica, ma affronta anche questioni di prassi ecumenica. Viene rilanciata la disponibilità della Chiesa cattolica a individuare una data comune per la celebrazione della Pasqua tra tutte le confessioni cristiane.La CTI lega la piena forza della professione di fede nicena al fatto che essa sia vissuta nella “comunione visibile da tutti i discepoli di Cristo”. Associando l’obiettivo pratico di una Pasqua comune all’anniversario del Credo, il Vaticano indica una chiara gerarchia teologica: il consenso cristologico e trinitario raggiunto a Nicea (la Lex Credendi) è la condizione sine qua non per superare le divisioni liturgiche e temporali. L’unità nella fede, dunque, è la premessa necessaria per l’unità nel culto e nella datazione della Pasqua.

4. Progressi sui Punti di Rottura Storici: I Dialoghi Bilaterali (2024-2025)

Parallelamente alle celebrazioni nicene, i dialoghi bilaterali hanno continuato a lavorare sui nodi teologici che storicamente hanno causato il Grande Scisma e la Riforma, registrando sviluppi significativi nel 2024-2025.
4.1. Il Superamento del Filioque: Analisi della Dichiarazione Congiunta Luterano-Ortodossa (Luglio 2024)
Il 2024 ha segnato un importante progresso teologico riguardante una delle questioni che ha diviso le tradizioni orientali e occidentali per quasi mille anni: la clausola Filioque. Nel luglio 2024, la Federazione Luterana Mondiale e la Chiesa Ortodossa (Patriarcati Orientali) hanno pubblicato una Dichiarazione congiunta sul Filioque. Il Filioque (la dottrina secondo cui lo Spirito Santo procede “dal Padre e dal Figlio”) fu introdotta nella versione liturgica latina del Credo niceno in Occidente, a partire dal 1014, in parte per contrastare l’eresia ariana. Tuttavia, l’Oriente ha sempre sostenuto la processione dello Spirito Santo unicamente dal Padre. L’accordo Luterano-Ortodosso sul Filioque rappresenta un potenziale superamento di questa storica divisione teologica tra due grandi tradizioni cristiane non-cattoliche.
Questo sviluppo, unito alla decisione della Comunione Anglicana di rimuovere la clausola nel 2015 , stabilisce di fatto un vasto consenso pan-ortodosso/protestante occidentale che si allinea contro la prassi cattolica latina di mantenere il Filioque nel Credo liturgico. Tale scenario crea una pressione crescente sulla Chiesa Cattolica. In un anno dedicato alla riscoperta del Credo di Nicea, l’isolamento della posizione latina sul Filioque accentua l’urgenza per il dialogo cattolico-ortodosso di fornire un chiarimento definitivo o una risoluzione condivisa, onde evitare che la divergenza teologica rimanga un ostacolo insormontabile.

4.2. Il Dialogo Cattolico-Ortodosso: Questioni aperte su Filioque e Infallibilità
Il dialogo tra la Chiesa Cattolica Romana e la Chiesa Ortodossa, tramite la Commissione internazionale mista per il dialogo teologico, ha affrontato i nodi centrali dello scisma. Nel 2024, il Comitato di Coordinamento ha preso in esame un progetto di documento intitolato Verso l’unità nella fede: questioni teologiche e canoniche. Parallelamente, sono stati avviati studi su due questioni dogmatiche fondamentali: il Filioque e l’ Infallibilità. A tal fine, sono state formate due sottocommissioni dedicate all’approfondimento di questi temi. La decisione di affrontare apertamente il tema dell’Infallibilità, un pilastro della dottrina cattolica definito nel Concilio Vaticano I, è una mossa di elevatissimo profilo ecumenico. Indica che il dialogo è pronto ad esplorare i nodi strutturali irrisolti del millennio, essenziali per la piena unità visibile tra le due Chiese.

4.3. Aggiornamenti dal Dialogo con le Chiese Ortodosse Orientali (OO)
Il dialogo prosegue attivamente anche con le Chiese Ortodosse Orientali (non calcedonesi). Nel gennaio 2024 si è tenuta la ventesima riunione della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa Cattolica e le Chiese Ortodosse Orientali. Inoltre, la Commissione mista internazionale per il dialogo con la Chiesa ortodossa sira malankarese si è riunita nel dicembre 2024. Segnali di fraternità sono stati evidenziati anche dalla ricezione in udienza privata, da parte di Papa Francesco, dei membri del Sinodo episcopale della Chiesa Mar Thoma nel novembre 2024.

5. L’Impatto delle Crisi Geopolitiche e Dottrinali sull’Ecumenismo
Nonostante i progressi dottrinali e le celebrazioni congiunte, il 2024 è stato segnato da due sfide che hanno avuto un impatto profondamente negativo sull’ecumenismo istituzionale: la teologizzazione della guerra in Ucraina e le reazioni alla dottrina sulle benedizioni di coppie irregolari.
5.1. La Dichiarazione della ROC: “Guerra Santa” in Ucraina (Marzo 2024)
Una delle sfide più gravi alla missione ecumenica di pace e unità è arrivata dalla Chiesa Ortodossa Russa (ROC). Il 27 marzo 2024, il Consiglio mondiale del popolo russo, un organismo presieduto dal Patriarca Kirill, ha approvato un documento programmatico intitolato Il presente e il futuro del mondo russo. Il testo dedica la prima sezione all’operazione militare speciale in Ucraina, definendola una “guerra santa”.Il documento giustifica questa posizione affermando che la Russia difende la propria identità civile, religiosa, nazionale e culturale, adempiendo la missione del katechon (colui che trattiene). Secondo questa visione, la Russia protegge il mondo dall’assalto del globalismo e dalla vittoria dell’Occidente, descritto come “caduto nel satanismo”. Il testo programmatico arriva a sostenere che, una volta completata l’operazione militare, l’intero territorio della moderna Ucraina dovrebbe ricadere nella zona di influenza esclusiva della Russia.
La reazione del Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC) è stata immediata e netta. Il Segretario Generale del CEC, Pastore Jerry Pillay, ha dichiarato che l’organizzazione non può conciliare il decreto che definisce il conflitto una “Guerra Santa”. Tale affermazione, ha specificato Pillay, contravviene alle posizioni politiche degli organi direttivi del CEC e all’appello biblico per i cristiani di essere operatori di pace. Pillay ha richiesto un incontro urgente con i vertici della ROC, ricordando che il Patriarca Kirill stesso, in un incontro del maggio 2023, aveva assicurato che i riferimenti alla “Guerra Santa” erano da intendersi in un regno metafisico e non nel contesto del conflitto armato fisico.
Questa mossa della ROC rappresenta un regresso catastrofico per l’ecumenismo istituzionale. La teologizzazione diretta del conflitto armato come “guerra santa” trasforma la ROC da partner ecumenico in un attore geopolitico che utilizza la dottrina in modo radicalmente nazionalista. Questo atto mina la credibilità del CEC come forum unificante e introduce una profonda crisi di fiducia nel dialogo pan-ortodosso e inter-cristiano, rendendo estremamente difficile mantenere l’Ortodossia russa nel koinonia (comunione) ecumenica.

5.2. L’Ecumenismo Etico-Dottrinale: Le Reazioni Inter-Chiesa a Fiducia Supplicans (Gennaio 2024)

Un’altra significativa fonte di tensione ecumenica nel 2024 è stata la pubblicazione della Dichiarazione Fiducia Supplicans del Dicastero per la Dottrina della Fede (DDF), che ha introdotto la possibilità di benedizioni non liturgiche per le coppie in situazione irregolare e dello stesso sesso.
Il DDF ha chiarito che tali benedizioni devono avvenire al di fuori di luoghi prominenti o altari e non devono in alcun modo assomigliare a un rito liturgico, per non generare confusione o convalidare lo status irregolare delle coppie. Ciononostante, il documento ha provocato forti reazioni interne, con alcuni vescovi e intere conferenze episcopali (come in Africa e nell’Arcidiocesi di Astana) che hanno espresso un rifiuto fermo, giudicando la benedizione di coppie dello stesso sesso come gravemente contraddittoria rispetto alla Rivelazione divina e alla dottrina bimillenaria. Papa Francesco ha riconosciuto pubblicamente che tali decisioni a volte non vengono accettate, spesso per incomprensione.
Dal punto di vista ecumenico, il Vaticano ha riconosciuto che Fiducia Supplicans ha suscitato “alcune reazioni negative da parte dei leader cristiani” e ha toccato un “punto molto sensibile” nelle relazioni esterne. Tradizionalmente, l’ecumenismo si è concentrato sui temi di “Fede e Costituzione” (Cristologia, Struttura Ecclesiale). La controversia su Fiducia Supplicans dimostra che le divergenze su questioni di morale pratica possono avere un impatto destabilizzante sul cammino verso l’unità, talvolta maggiore dei disaccordi dogmatici storici. La necessità del DDF di specificare la natura non liturgica del gesto  è interpretata come un tentativo di contenere il danno percepito nei dialoghi, in particolare con le Chiese Ortodosse e Protestanti più conservatrici, le quali vedono in tali aperture una deviazione dalla tradizione comune.

Deve ancora essere affrontato un punto non di secondaria importanza. Il giorno 5 di Novembre del 2025, presso l’ Abbazia delle Tre fontane in Roma, dove fu decapitato S. Palo, i rappresentanti della Conferenza delle Conferenze episcopali europee (CCEE) e i rappresentanti della Consiglio delle Chiese (CEC) hanno firmato l’ aggiornamento delle CHARTA OECUMENICA che risultava firmata 21 anni prima, al fine di riproporre e rilanciale il suo contenuto nel tempo presente. Poiché disponiamo solo della versione in lingua inglese al momento, propongo una sintesi dei punti qualificanti dell’ aggiornamento.

🌍 Migranti e minoranze

EN: Journeying with migrants, refugees and displaced people… We pledge to continue working to meet the victims of forced migration with respect and compassion, offering them the possibility of building a new life.

IT: Camminare insieme con migranti, rifugiati e persone sfollate… Ci impegniamo a continuare a lavorare per incontrare le vittime della migrazione forzata con rispetto e compassione, offrendo loro la possibilità di costruire una nuova vita.

👩‍🎓 Giovani e Chiese

EN: Youth in Churches and in Ecumenism… Young people are not just the future but also the present of the churches. They bring perspectives and energy that help churches respond to contemporary challenges.

IT: I giovani nelle Chiese e nell’ecumenismo… I giovani non sono soltanto il futuro ma anche il presente delle Chiese. Portano prospettive ed energie che aiutano le Chiese a rispondere alle sfide contemporanee.

💻 Nuove tecnologie

EN: Engaging with new technologies… We emphasise the need to manage all technology for the common good, rather than allowing it to contribute to hatred, polarisation, and the spread of lies and fear.

IT: Impegnarsi con le nuove tecnologie… Sottolineiamo la necessità di gestire ogni tecnologia per il bene comune, piuttosto che permettere che contribuisca all’odio, alla polarizzazione e alla diffusione di menzogne e paure.

🕊️ Pace e riconciliazione

EN: Striving for peace and reconciliation… We affirm that war and violence are a defeat for humanity and that only in peace and through peace can respect for human dignity and its inalienable rights be guaranteed.

IT: Impegnarsi per la pace e la riconciliazione… Affermiamo che la guerra e la violenza sono una sconfitta per l’umanità e che solo nella pace e attraverso la pace può essere garantito il rispetto della dignità umana e dei suoi diritti inalienabili.

🔗 Per il testo integrale visita il sito ufficiale del CCEE.

A conclusione di questa esposizione, deve essere ricordato che l’ integrazione europea e lo sviluppo della Filosofia Federalista sono state le grandi molle che hanno spinto il continente europeo, gli Stati in essi contenuti ad aprirsi in relazione a quella che nell’ ottocento veniva definita la Religione di Stato e a sostituirla con la libertà di professare la rispettiva religione e anche di riconoscerla come un diritto costituzionale. In questo contesto dal 1945 l’ Europa è diventata un laboratorio di confronto e di superamento di quelle che erano certezze dogmatiche su cui le Chiese nazionali si erano arroccate. Con l’ apertura dei dialoghi tra le Confessioni e con il reciproco riconoscimento dei diritti da parte degli Stati, dopo la seconda guerra mondiale, sono state poste la radici fondanti per il pluralismo confessionale, che attraverso il Movimento ecumenico ha progressivamente riavvicinato le confessioni in tutta la Unione europea. Allargando poi alle altre Religioni non cristiane, l’ atteggiamento di base ecumenico diretto ad essere operatori di pace ha progressivamente emarginato l’ intolleranza dei fondamentalismi religiosi, facendo constatare al mondo il patrimonio dell’ impegno sociale che andando oltre l’ appartenenza di fede ha dimostrato che tutte le religioni possono operare assieme per il bene del genere umano (1).
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NOTE
(1) Ricordo che Papa Francesco scrivendo la Fratelli tutti (2020) ha aperto questa visione per il mondo. Papa Leone XIV in questi giorni di fine Ottobre 2025 ha scritto una lettera di augurio ai credenti indù per la ricorrenza del Diwali (la festa delle luci che celebra la vittoria del bene sul male) sulla base della costituzione conciliare Nostra Aetate (1965).