09_04 Il duello fra l’ Imperatore Carlo V e il Re di di Francia Francesco I

La storia di questo periodo, per l’ Europa fu molto travagliata. Alla morte di Massimiliano I d’ Asburgo Imperatore del Sacro romano impero (1519) Carlo V (1500-1558) divenne il Re del Regno asburgico che allora si estendeva oltre l’ Austria e comprendeva parte della Svizzera tedesca, della Ungheria e della Boemia. Di conseguenza fu eletto imperatore al posto di suo nonno Massimiliano e incoronato come tale ad Aquisgrana (1520). Nel 1517, dopo aver incontrato la madre Giovanna detta la pazza, in Spagna della sua residenza di confinamento Carlo, aveva assunto anche il titolo di re di Spagna, e per nome e per conto della madre esercitò il potere anche in questo Stato e nelle sue colonie che si estendevano in tutto il mondo allora conosciuto. Questa conclusione delle successioni dinastiche determinarono una accerchiamento concreto della Francia di Francesco I e quindi la necessità, per il re francese, di difendere l’ autonomia e l’ indipendenza del proprio Stato dalle mire di sottomissione che l’ Imperatore e la corte imperiale portavano avanti. Alla situazione contribuiva anche la inesperienza dell’ Imperatore Carlo V, allora diciannovenne, educato dalla zia Margherita d’ Asburgo nelle Fiandre, molto legato ai suoi consiglieri e maestri e alla sua corte tutta fiamminga. Dopo la rivolta degli Spagnoli di quel periodo l’ Imperatore fu costretto a rivedere la sua politica e ad allargare il suo Consiglio anche agli Spagnoli che intendevano prevalere sulla Francia che già con Francesco I intendevano rivaleggiare nelle colonie americane. Questa situazione di partenza fu l’ esca che accese il fuoco di una guerra lunga fra la Francia e l’ Impero.

Nel 1515 Francesco I fu determinante per la vittoria dei Francesi alleati con Francesco Sforza e l’ esercito di Venezia contro i Confederati svizzeri e con le battaglie di Melegnano (1515) e di Pavia (1525) riuscì a limitare il potere dell’ Imperatore Carlo V e mantenere il Ducato di Milano in mano agli Sforza sebbene questo ultime avesse dovuto cedere il Canton Ticino alla Svizzera. La cattura di Francesco I nella battaglia di Pavia il suo trasferimento e la prigionia per una anno in Spagna, il versamento di un riscatto e la firma del Trattato di Madrid (1526) in cui la Francia di impegnava a rinunciare alle pretese sulla Artrois le Fiandre e la Borgogna non lo fermarono. Dalle vicende della Lega di Cognac voluta da Papa Clemente VII, limitato dalla prigionia dei propri figli in mano all’ Imperatore, l’ impegno di Francesco I fu limitato al punto che non poté intervenire contro l’ esercito imperiale che saccheggiò Firenze e Roma. Il Trattato di Cambrai (1529) che concluse questa seconda fase pose saldamente nelle mani del re la Borgogna. La guerra continuò anche alla morte di Francesco I (1547) coinvolgendo la Francia di Enrico II e l’ Imperatore Carlo V e il figlio di lui Filippo II di Spagna che successe a Carlo V nel 1555. Con la Pace di Cateau Cambresis (1559) la Francia rinunciò ai sui disegni espansionistici in Italia e accettò di ricostruire il Ducato di Savoia di fronte al riconoscimento della sua completa indipendenza dall’ Impero e riconosciuta con la stessa dignità di uno Stato sovrano. Se queste erano state le Guerre dinastiche in Europa non da meno furono altri due fatti correlati il primo fu lo scoppiare della Riforma protestante (1517) che venne aperta dalla affissione alle porte della Cattedrale di Wittenberg delle 95 tesi di Martin Lutero. L’ aspetto storico politico che accompagnò il prevalere della Riforma sulla sudditanza al Papato fu determinato dalla volontà di alcuni Principi tedeschi elettori dell’ Imperatore di abbracciare la riforma e confiscare i beni della Chiesa01, sciogliere i conventi e rinviare alle loro case di origine Preti, Frati e Suore che, in essi, avevano abbracciato la vita monastica. Alla reazione della Chiesa guidata dal Papa si aggiunse anche la dichiarazione di adesione alla Riforma di alcuni di questi potenti signori tedeschi che si opposero fermamente all’ Imperatore Carlo V come il protettore di Martin Lutero Federico III (detto il saggio) di Sassonia.02

Nonostante la Dieta di Worms che dichiarò Martin Lutero eretico e che invitava chiunque a catturarlo e ucciderlo, lo stesso Federico III di Sassonia fece in modo che non fosse in pericolo. Lo fece rapire lungo la strada che lo riportava in Sassonia, lo fece condurre nel suo Castello di Wartburg. Nei giorni che seguirono fece in modo che il popolo trovasse il corpo di un monaco accoltellato nel fiume che passava vicino nella città di Eisenach (Turingia), dove si trova il castello, al fine di diffondere la voce che Martin Lutero era stato ucciso. In quei 10 mesi il monaco fece la traduzione in tedesco del Nuovo Testamento che rappresentò uno dei capisaldi della Riforma perché permetteva a tutti di poter accedere alla Sacre scritture nella propria lingua nativa. A quel tempo solo gli ecclesiastici, non le suore, potevano accedere e leggere le sacre scritture quasi sempre in latino. 03

Nonostante le prese di posizione del Concilio di Trento sulle Chiese protestanti che si stavano diffondendo (1545) i Principi Tedeschi costituirono la Lega di Samalcalda, formatasi nel 1531. Con la battaglia di Mulhberg (1547) che si concluse con la sconfitta dell’ Elettore di Sassonia Giovanni Federico I e la sua riduzione di cattività a vita l’ Imperatore Carlo V non riuscì a risolvere il problema della divisione delle terre tedesche fra Cattolici e Protestanti. Solo con la Pace di Augusta (1555) Carlo V fu costretto a riconoscere il diritto dei Principi protestanti a professare la propria fede e a applicare ai loro sudditi in principio “cuius regio eius religio” (Quale sia la religione del Sovrano tale deve essere quella dei sudditi).

———————————————————

01. In particolare su vedano le posizioni dei Principi elettori del Brandeburgo, Sassonia e Palatinato.
02. Nel 2017 si sono compiuti 500 anni della Riforma protestante. A questa data in una Europa alla ricerca della sua unità sia i Cattolici, sia gli Evangelici che raccolgono al suo interno tutte le Confessioni nate dalla Riforma si sono espressi per l’ unità della Chiesa, per la unificazione politica e democratica dell’ Europa. Sono ormai lontani i dissapori e divisioni militari a cui ci
riferiamo. I cinque secoli trascorsi sono però il frutto della applicazione politica di questa divisione che sotto le vesti della Teologia e della Religione decise di distruggere quello che ancora esisteva della Communitas Christiana medievale.
03. L’ invenzione della stampa fu dereminante per la diffusione di queste pubblicazioni. La traduzione in tedesco dei Vangeli pose una prima questione che era il superamento dell’ analfabetismo delle classi basse, che in Germania, spinse tutti ad imparare a leggere e scrivere.